La multidisciplinarità dell’arte contemporanea

Uno dei pochi elementi che trova concordi tutti gli studiosi dell’arte contemporanea, compresi critici, sostenitori e detrattori, è che non risulta possibile individuare al suo interno una corrente artistica dominante o talmente forte da poter rappresentare, nemmeno a livello terminologico, tale movimento con una definizione che lo leghi ad una singola forma espressiva predominante. In altri termini, se per il modernismo si poteva e si può tutt’oggi usare il sinonimo di pittura modernista in quanto la corrente pittorica ne rappresentava la forma espressiva più forte, ciò non è possibile per quanto riguarda l’arte contemporanea, poiché non sussiste al suo interno una corrente che prevalga sulle altre.

L’unica chiave identificativa dell’arte contemporanea è quindi il riconoscimento della sua multidisciplinarietà, della presenza cioè al suo interno di un insieme numeroso di stili, tendenze e modalità di espressione che sono poste tutte sullo stesso piano sia come manifesta presenza nel panorama artistico odierno sia come importanza relativa, qualora si voglia effettuare un paragone fra di esse. Tale multidisciplinarietà si traduce inoltre nella impossibilità di limitare a priori cosa possa essere in futuro considerata arte contemporanea, in quanto non si tratta di una categorizzazione di tipo chiuso con gli elementi di questo insieme statici e non modificabili, quanto invece di una “comunità” di stili e di tendenze di tipo aperto, cioè idonea ad essere nei prossimi anni ulteriormente arricchita di quelle nuove forme d’arte che devono ancora essere inventate o codificate.

Tuttavia, qualora si volesse individuare oggi quali siano gli elementi che danno luogo a questa multidisciplinarietà, tipica dell’arte contemporanea, non si può non partire dall’elencazione di quelle forme d’arte classiche che vengono tutt’ora utilizzate, sebbene riviste in chiave moderna, della pittura e della scultura. Ad esse, vanno però aggiunte le correnti di arte contemporanea legate alle nuove tecnologie dominanti in questo inizio di terzo millennio, come ad esempio la musica, il video e la fotografia digitale. Peraltro, tenuto conto che queste rappresentazioni artistiche moderne possono tutte ricondursi alla rappresentazione video digitale (di cui la fotografia ne è un frammento e la musica ne è l’accompagnamento) alcuni studiosi preferiscono utilizzare il termine comprensivo di “video arte”.

Infine, non si può non elencare le altre forme d’arte contemporanea che vanno ad arricchirne l’insieme, come ad esempio le “composizioni” (creazioni di opere d’arte utilizzando una pluralità di elementi di materiali organici oppure inorganici diversi) ovvero le “performance” (brevissime rappresentazioni di tipo teatrale che esprimono, durante il loro svolgimento, il messaggio che l’artista-autore vuole trasmettere al pubblico).

Roberto Carignani

Roberto Carignani

Roberto Carignani

Il dipinto di Roberto Carignani conosciuto come “il mercato arabo” è un magnifico dipinto dal noto stile dinamico a sfumature di tavolozza tipiche del maestro Roberto Carignani. Sule retro porta la firma di un grande gallerista che ne attesta di sé la qualità e l’autenticità: Aurelio Scorzio. Realizzato su tavola lignea, questo dipinto ad olio di Renato Carignani, misura circa 60×60 cm, e quando abbiamo avuto in gestione il dipinto nel nostro Museo ci siamo da subito accorti dello stato di degrado in cui il legno della tavola versava.
Pertanto, al fine di preservare e conservare alle generazioni future l’opera del dipinto di Roberto Carignani è stato necessario un intervento di prevenzione antimuffa e antitarlo, una preventiva pulizia del retro del dipinto dell’artista Carignani Roberto e per ultimo un trattamento consolidante della tavola di legno. La conservazione oggi è in una sala con clima costante e microclima controllato al fine di garantire la migliore conservazione dell’opera.
Il film pittorico, invece, è conservato benissimo, con tutte le sue sfumature cromatiche, molto accese, giochi di ombre e magia di sguardi di moltissimi personaggi arabi che concorrono a formare il messaggio complesso del quadro. E’ spettacolare notare come l’artista Roberto Carignani possa aver dipinto, in quelle poche pennellate, che a prima vista sembrano assolutamente caotiche e senza proporzione, sguardi ed emozioni nei personaggi, drappeggi nelle tuniche, lineamenti dei volti di bambini, accenti di luci sui zigomi ed ombre giustapposte sulle cavità degli occhi. Ma anche l’architettura del sistema urbano arabo sembra avere una certa assonanza con quello delle città partenopee, con tratteggi schematici e multi cromatici.

Mercato Arabo

Le tecniche pittoriche di Roberto Carignani furono utilizzate da molti dei suoi allievi e la sua pittura influenzò tantissimo il nuovo fronte della pittura partenopea. L’iconografia del dipinto potrebbe riguardare una scena biblica, come spesso Carignani Roberto era tipico dipingere, artista devoto e conosciuto all’inizio dai suoi dipinti murali nelle chiese tra cui quella del Santuario della Madonna di Campiglione di Caivano a Napoli, poi apprezzato per le sue qualità di pittura dinamica, materica, ed emotiva, un genere di espressionismo assolutamente forte e carico di emozione, colore e immaginazione pittorica. Roberto Carignani riesce a far emergere dalla pittura del caos tutti i tratti essenziali del messaggio iconografico che vuole raccontare in questa immagine. Così che troviamo un solo ragazzo che tra la folla sotto il portico guarda negli occhi il fruitore del quadro, la perfezione dei drappeggi nei personaggi in primo piano, gli sguardi dei personaggi ma anche i tratteggi giovanili o anziani, così come si riconoscono bene i volti femminili semicoperti. Come fosse possibile che in un solo breve tratto Roberto Carignani potesse formare un volto con tutte le sue complesse fattezze, questo è dato solo da una lunghissima pratica e da una visione artistica assolutamente innovativa e distante dall’arte classica. Carignani Roberto, sicuramente è stato un artista contemporaneo del suo tempo e rivoluzionario per quanto riguarda la storia dell’arte, ha saputo spezzare una vecchia tradizione classica dell’arte italiana e sperimentare, attraverso una serie di macchie cromatiche, giochi di colori e sfumature che lasciano emergere tutta la carica emotiva dei personaggi e l’esaltazione di un nuovo impianto pittorico.
Ricorderemo sempre Roberto Carignani come quell’artista napoletano che fuse tradizione e innovazione per dare vita ad una pittura nuova che si impresse nel cuore dei napoletani.

Evan De Vilde