l’Archeologia Egizia

Recenti studi hanno fatto luce su quella che è la leggenda della Sfinge, che non necessitò di alcun macchinario per essere costruita, ma fu semplicemente scolpita a partire da un basamento roccioso che già si trovava sul sito archeologico di così tanta importanza per l’archeologia egizia.  Tale basamento, in principio, rappresentava Khaefrem; Tuthmosis decise di impadronirsene e si fece raffigurare al posto del suo antenato.

La stratificazione alternata di rocce nel corpo della Sfinge ha fatto il resto.

Il fatto, invece, che non sono mai state scoperte stanze segrete, non ne esclude l’esistenza; nei templi egizi, secondo i dettami dell’archeologia egizia c’era sempre una camera nascosta dove dimorava Amun, il dio invisibile. Quindi potrebbe essercene una sotto la Sfinge, anche se non è mai stata rinvenuta finora. Altre costruzione che fu possibile, a costo di problemi matematici complessi, fu la costruzione delle piramidi della piana di Giza, le Piramidi per antonomasia, le più famose al mondo: conosciute da sempre, hanno rivestito un fascino millenario sull’uomo moderno, che dal secolo XIX ha iniziato ad esplorare quei luoghi fino ad allora sconosciuti. Rappresentano la sperimentazione di una nuova forma di tomba, dalla mastaba ad un piano a quella a più piani, fino a tentare di coprire i lati della piramide con lastre lisce.

Il metodo di costruzione delle piramidi è stato dimostrato spesso; persino messo in pratica dagli archeologi speriementali.

Nel mondo degli antichi egizi e dell’archeologia egizia l’universo era costituito da due forze contrapposte; fertilità ed aridità; vita e morte; ordine e caos. L’equilibrio era retto dalla dea Maat e dalla costruzione di colossali templi dedicati agli dei.

 Il più esteso complesso monumentale mai costruito è Kamak, un sito dell’Egitto dei faraoni: fu ampliato con il trascorrere delle dinastie successive e il suo sviluppo è durato oltre un millennio, creando una collezione di piloni e obelischi, un vero archivio in pietra che ci parla di un passato molto lontano.

In quei pressi fu trovato il colossale tempio di Amon, un sito di cento ettari che comprende una notevole quantità di edifici che testimoniano l’importanza della antica città di Tebe. In gran parte opera dei sovrani di quell’epoca, il complesso è stato costruito in epoca comunque posteriore al grande tempio di Amon, che fu eretto prima, durante il Medio Regno, intorno al 1900 prima dell’anno zero.

I faraoni successivi ampliarono l’edificio fino al primo pilone, l’attuale ingresso al sito archeologico, ricco di testimonianze della ormai trascorsa archeologia egizia. L’attuale ingresso risale al 370 prima dell’anno zero.

 Nel centro del complesso archeologico di Karnak sorge il tempio di Amon: un maestoso edificio dalle dimensioni enormi, con un dedalo di cortili e sale, ed un imponente lago sacro. Questo recinto coincide con Karnak stesso.

Nei tempi passati un canale collegava il recinto al Nilo per consentire il transito di barche sacre: Ramesse II fece costruire un pontile d’approdo vicino al canale, ed è questo che costituisce l’accesso di grandi dimensioni al primo pilone d’ingresso. Questo era fiancheggiato da un breve viale di sfingi a testa di ariete.

Un’imponente statua di Ramses II è raffigurato con un figlia ai piedi, e sorge di fronte all’entrata alla grande sala ipostila.

architettura funeraria egizia e le piramidi dei faraoni

Durante il regno Antico l’architettura egizia subisce una serie di modificazioni sostanziali per quanto riguarda l’arte funeraria; la massima espressione di questa antica architettura è il complesso monumentale di El Giza, la famosa piana di Giza, dove sorgono le piramidi e la Sfinge.

Questo processo di innovazione nell’architettura egizia venne avviato dall’allora faraone Zoser, che realizzò l’importante evoluzione dalla struttura funeraria della mastaba alla prima piramide a gradoni. Una mastaba era una forma geometrica quadrangolare abbastanza regolare dal punto di vista della misura dei lati, che aveva intenti sepolcrali: dall’idea di sovrapporre più di una mastaba nacque l’idea della piramide a gradoni, antenata diretta della piramide a quattro lati a triangolo isoscele.

Segno di una primigenia architettura egizia è la piramide a gradoni di Zoser, che sorge nella necropoli di Saqqara, dominando incontrastata con la propria massiccia mole le costruzioni vicine.

Attraverso tutta una serie di fasi intermedie l’ architettura egizia si arricchì di capacità matematiche tali da giungere alla costruzione di una più perfetta piramide a base quadrata e lati triangolari isosceli, da rivestire in seguito con una speciale copertura, di cui oggi non troviamo traccia. Il motivo, raccontano gli storici locali, è lo stesso per cui ora il Colosseo di Roma appare così incompleto: ne furono tolti pezzi per costruire abitazioni. Così a Roma come al Cairo, le popolazioni successive fecero incetta di materiale: alla Piramide di Cheope furono sottratte lastre lisce e regolari, se pur enormi, che ricoprivano tutta la struttura della Piramide. Ma ci fu anche un terribile terremoto, che probabilmente gettò a terra gran parte della copertura, forse iniziando il periodo della depredazione di laterizi.

 Ma facendo un passo indietro nel cammino storico dell’ architettura egizia, troviamo la piramide di Meidum, del faraone Huni, completata in seguito dal potente faraone Snefru, o Sneferu, e alta 80 metri. Questa è una scoperta recente ed è il primo esempio nell’ architettura egizia di una costruzione che si differenzia dalle strutture delle piramidi a gradoni. Secondo gli archeologi siamo di fronte ad una costruzione intermedia, fatta appunto nel periodo di transizione tra l’era delle piramidi a gradoni  quella delle piramidi a lato regolare liscio.

Ma ci furono errori di calcolo: l’angolazione delle parete non era proporzionata alla dimensione della base, ragion per cui mostrò segni di cedimento già durante la costruzione. Fu abbandonata la costruzione e se ne iniziò a costruire una nuova in direzione Sud: questa è la famosa piramide romboidale, che presenta una doppia inclinazione dei lati dovuta ad un errore di costruzione. Si trova a 40 kilometri dalla città del Cairo, nella necropoli di Dashur. Ma i calcoli architettonici e geometrici degli egizi si andavano perfezionando: dopo questa era le piramidi furono perfette, con base quadrangolare e caratterizzate dal quattro triangoli isosceli che convergono verso l’alto. Questo testimonia un percorso di scoperta riguardo all’architettura egizia.

 Siamo dunque nella IV dinastia: circa 5000 anni fa; è il periodo di costruzione della Piramide di Cheope, tra le tre Piramidi di Giza, tutte perfette dal punto di vista architettonico. La Piramide di Cheope è alta 136 metri ma in passato era più alta di dieci metri: aveva anche un ornamento in oro sulla punta che è stato ritrovato e recuperato ed è ora esposto al museo archeologico del Cairo. Si tratta di un manufatto unico nell’architettura egizia.

Michele F Venturini