Museo archeologico: Museo Nazionale di Preistoria ed Etnografia L. Pigorini

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini è un museo archeologico etnografico situato nella città eterna: si trova per la precisione nel moderno quartiere dell’Eur, nei pressi dell’altro museo archeologico non di minore fama: il museo della civiltà romana.

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico è stato fondato durante il risorgimento, in quell’Ottocento di riscoperte archeologiche che fu tanto caro ad alcuni poeti inglesi: tra questi ricordiamo la famosa ‘Ode su un’urna greca’.

L’anno di fondazione del museo è il 1876, anno in cui si potenzia il materiale museale ed etnografico e preistorico che apparteneva al museo Kiekeriano.

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico viene poi trasferito presso la sede attuale tra il 1962 ed il 1977: questa nuova esposizione museale di archeologia antica è stato intitolato al paleotnologo italiano Luigi Pigorini.

La struttura dell’edificio romano che ospita il museo archeologico, come quella di altri edifici nei pressi dello stesso moderno quartiere della capitale, appartiene al perido architettonico del razionalismo italiano, stile ben presente nel quartiere Eur.

Questo stile è caratterizzato da linee rettangolari e squadrate, oltre a linee rette.

Il museo archeologico dunque si articola su tre diversi piani sovrastanti uno all’altro: nella parte dedicata alla preistoria, cioè alla parte più remota dell’archeologia troviamo importanti reperti rinvenuti nella regione Lazio, che tanto ci dicono dei primi insediamenti umani in quelle terre presso il sito dove sarebbe sorta l’antica Roma. Le sale dedicate al neolitico all’interno del museo archeologico preistorico, comprendono  significative collezioni di antiche ceramiche dell’età del bronzo e dell’età del rame.

Il museo archeologico presistorico etnografico di Roma fu inaugurato il 14 marzo 1876 da Luigi Pigorini nel centro moderno di Roma, in un’ala del Cinquecento della compagnia del gesù: il collegio dei gesuiti dal secolo XVII ospitava la raccolta di antichità messe insieme da padre Athanasius Kircher, il primo collezionista moderno di antichità, e il primo dunque che concepì l’idea di un museo archeologico. La nuova istituzione museale è sorta per un duplice scopo: quello di raccogliere in un sito unico e centralizzato, nell’allora nuova capitale del Rego d’Italia, la documentazione delle culture primitive e preistoriche italiane, allora che nell’ambito dell’unità d’Italia, c’era un ritrovato m aanche nuovo, interesse storico per il passato.

Ora che l’Italia era unica ed indivisibile, si guarda al passato del nostro paese e si scopre che millenni fa c’erano popolazionic che hanno lasciato traccia del loro passaggio sui questa terra. Tale tracce sono conservate negli attuali musei archeologici, di cui questo museo archeologico nazionale è uno dei maggiori esemplari dellItalia contemporanea: ma fin dalla fondazione, questo museo ha svolto funzione di promozione della cultura, cui si è affiancato un coordinamento degli scavi archeologici nei siti storici presso il museo.

Nel biennio successivo al 1975 il museo archeologico nazionale fu trasferito nel palazzo delle scienze all’Eur: furono lasciati liberi i locali del collegio romano al nuovo ministero per i beni culturali e ambientali.

Il museo restò a far parte dell’istituto speciale ridenominato soprintendenza speciale al museo archeologico nazioanle. Fu confermato lo status di organo tecnico per la conservazione, la tutela, la valorizzazione museale e monumentale e la ricerca sia nel campo della preistoria che della protostoria, e nel campo dell’etnografia.

Cos’è e cosa racconta un museo archeologico

Il museo archeologico è il luogo principe della conservazione di reperti e di testimonianze dell’origine, della storia e della tradizione di un popolo. Presenta di base le caratteristiche di tutti i musei, quindi il fatto di essere permanente, aperto ad pubblico di curiosi o di studiosi, ed operante nel campo della ricerca, nello studio e nella presentazione di testimonianze tangibili. In particolare il museo archeologico accoglierà materiali che provengono per lo più da scavi stratigrafici, si occuperà di catalogarli ed esporli, presentandone non solo testimonianza, ma proponendo anche una esposizione più o meno dettagliata di ciò che il reperto rappresenta o ci racconta della storia di una civiltà, specialmente di quelle più antiche e dandoci traccia di quelle ormai scomparse. Attraverso queste testimonianze una realtà museale incentrata sulla presentazione dei reperti archeologici va al di là della semplice funzione di memoria storica del passato, assumendo un ruolo di certificazione di una identità culturale delle proprie origini, che è alla radice della conoscenza e del pensiero moderno.

Ad animare il museo archeologico, il lavoro dell’archeologo, professione sempre più difficile al giorno d’oggi, e che molti travisano anche per colpa dello stereotipo che ne è stato dato da certa letteratura e cinematografia. In realtà il lavoro dell’archeologo è strettamente legato alla struttura del museo archeologico che si serve della sua competenza e professionalità non solo nel lavoro di scavo e reperimento delle testimonianze e dei materiali, ma anche, e soprattutto, nella fase di catalogazione dei reperti stessi attraverso la compilazione di schede documentali, che sono parte importante delle ricerche e degli studi. Il museo archeologico è una realtà importante soprattutto in un paese come il nostro, dove esiste una lunghissima storia e tradizione classica; detto ciò, anche questa realtà non è esente dalla necessità di ammodernarsi, alla luce dei nuovi modelli comunicativi, per poter raggiungere sempre di più le nuove generazioni. Il museo archeologico può però sfruttare a suo vantaggio le nuove tecnologie in diversi modi, sia dal punto di vista della ricerca che da quello dell’archiviazione ed esposizione, e cercare di conquistare pubblici sempre più eterogenei.

Monica Gasbarri