L’Archeorealismo di Evan De Vilde

Uno dei  requisiti fondamentali affinché un artista possa definirsi tale  è la “ RICONOSCIBILITÀ”; gli esempi a conforto di questo assunto coprono l’intero arco della storia delle arti visive laddove si  assiste alla realizzazione di mondi assolutamente unici,  connotati da colori, forme e rappresentazioni che costituiscono altrettanti momenti creativi; rimanendo in un contesto relativo all’arte moderna , basti pensare alle inconfondibili testine di Ernesto Treccani, o alle suggestive  deformazioni di Migneco, o ancora alle opulente figure di Botero e quelle esili e slanciate di Modigliani o ai  tagli di Fontana, e potremmo continuare all’infinito;  ma nel variegato campo dell’Arte si è andati ben oltre, con la creazione di  nuovi stili e modalità espressive che vengono definite “ CORRENTI ARTISTICHE” , al punto che si può parlare di capo-scuola non di rado con il prestigioso appellativo di “MAESTRI”. È il caso di Evan De Vilde, fondatore della corrente artistica dallo stesso denominata “ARCHEOREALISMO”, con la quale dà il via ad un progetto di ampio respiro, basato su due princìpi fondamentali: il “diacronismo” delle cose ed il “recupero della memoria”. Egli inserisce oggetti provenienti dal passato, come reperti archeologici, fossili o antiche pergamene e/o tutto ciò che possa avere “dignità di memoria”, nell’ambito di un contesto moderno che diverrà così ad un tempo custode e messaggero nel tempo.  Fermamente convinto che non può esserci futuro senza la riacquisizione consapevole delle proprie radici, stimola in tal modo la nostra riflessione. Evan è anche scrittore, poeta, designer, ideatore ed organizzatore di eventi a livello nazionale ed internazionale. Malgrado la giovane età, grazie ad un’intensa attività può vantare al suo attivo prestigiose mostre, come “La grande Napoli” al Maschio Angioino di Napoli, La grande illusione presso gli Archivi di Stato a Roma, Convergenze parallele al Museo Borbonico di Scafati, personali a Palazzo Gravina (NA), museo Sala Orsini Formello ( Roma), palazzo Loewen di Berlino, Biennale di Venezia con tre opere presso il palazzo Nervi (To),  la biennale di Firenze, la biennale di Lecce, la suggestiva mostra “Scriptura” al Castel dell’Ovo oltre che in altri innumerevoli siti istituzionali e gallerie. In qualità di imprenditore, ha rilevato e gestisce uno spazio museale: il DAMA (Capua), tramite il quale offre a giovani artisti una concreta possibilità per manifestare la propria creatività.  De Vilde è anche un appassionato collezionista: vanta una raccolta di oltre cinquecento reperti archeologici, raccolti in anni di appassionata e competente ricerca in ogni parte del mondo, ed una significativa pinacoteca di opere d’Arte moderna, alcune delle quali in permanenza presso il DAMA. In definitiva, un vero e proprio mecenate della cultura oltre che eclettico e geniale artista.

Antonio Geirola

Esperto d’Arte

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